Volti femminili e sguardi maschili

Oggi, 25 novembre, è stata una giornata ricca di manifestazioni nazionali contro la violenza sulle donne. All’indirizzo nonunadimeno.wordpress.com si possono trovare informazioni sull’organizzazione e sul significato della manifestazione.

Proprio in questi giorni, a Montecchio Emilia è stata allestito un atelier dall’artista Omar Galliani. La mostra rimarrà aperta ai visitatori fino a maggio. Al centro della sua opera c’è il femminile, nel suo lato affascinante e misterioso, terreno e angelico. Mi sono chiesta perché accanto ad artisti e poeti che traggono ispirazione dal mondo femminile e offrono una visione quasi intoccabile di “questa parte di mondo”, vi sia, dall’altro lato, un maschile che ha paura di lasciarci libere e  vede solo ostacoli nelle donne “vicine” a sé. Sappiamo tutti le conseguenze di questa “mala-educazione” e alla domanda perché la risposta è molteplice e complessa. Forse un’educazione mancata, interrotta, una rabbia sopita, forse qualcosa di non circoscrivibile ad un momento preciso della vita di un uomo. Sono sempre più convinta che l’essere umano vada osservato dalle radici, poiché la linfa vitale passa attraverso di loro. Ricostruirne il terreno è un lavoro complicato, così scelgo di farvi assaggiare una visione del femminile da chi ce lo offre in tutta la sua dolcezza, cura, eternità.

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La prima foto è stata scattata alla mostra a Montecchio Emilia, la seconda è un frammento del Compianto sul Cristo di Botticelli. Gli artisti parlano tra loro scardinando le regole temporali, concedendosi dei “prestiti” che si tramutano in visioni. Nell’opera di Galliani vediamo una Maddalena che consola, ma che è a sua volta alleggerita da uccelli leggeri e variopinti, i colibrì, che sembrano cucirne le vesti, ma anche distoglierla dal suo soffrire. Si passa da una stanza all’altra, in un luogo che per chi abita a Montecchio è conosciuto come ex-macello. Le stanze sono ancora fredde, ancora spoglie, ma nella sala centrale, su sfondo rosso, si leggono alcune parole di Galliani che fanno da cornice a tutto. Sono parole difficili, che ammettono la presenza del dolore, fisico, viscerale e spirituale e sembrano voler aspettare a dimenticarlo del tutto, a destinarlo all’oblio. Così, passeggiando tra gli ambienti, si possono incontrare profili di donne assorte, tracciati su antichi fogli di enciclopedie mediche, o forse vecchi manuali di anatomia. Le ossa soffrono, ma gli sguardi consolano, possono penetrare fino al midollo.

 

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Vi lascio un’ultima fotografia. Si vede un volto, anzi no, una nuca, morbida e sfuggente. Qualcosa di rosso-vedremo tanto rosso nelle nostre città in questi giorni -  attira il nostro sguardo sul collo, così tanto che  vorremmo riuscire a indovinarne il volto, i tratti anatomici. Non ci rimane che immaginarlo. Ad ognuno di noi ciò che preferisce, sempre che sia di una donna che sa dove andare per essere consolata e liberata.

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Particolare da “La nascita di Venere”, Botticelli

 

Per tutte le informazioni sulla mostra http://www.ateliergalliani.com/ e http://www.comune.montecchio-emilia.re.it

Benedetta Pisi

 

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MANTRA, Omar Galliani   



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