Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

Oggi ricorre l’anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Sul sito dell’Unicef potete trovare il testo nella sua interezza, ma digitando "testo semplificato" troverete tante versioni da condividere con i vostri figli, tra i banchi di scuola e in qualunque occasione pubblica.


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In tanti in questi giorni nei quali dalla Syria arrivano immagini terribili, si chiedono a cosa possa servire ricordare che esiste una convenzione per garantire a tutti i bambini del mondo un’infanzia degna di questo nome. Si legge infatti all’art. 38:


1.Gli Stati parti si impegnano a rispettare e a far rispettare le regole del diritto umanitario internazionale loro applicabili in caso di conflitto armato, e la cui protezione si estende ai fanciulli.
2. Gli Stati parti adottano ogni misura possibile a livello pratico per vigilare che le persone che non hanno raggiunto l’età di quindici anni non partecipino direttamente alle ostilità.

Comprendo il senso di sconfitta, davanti ai nostri occhi il mondo non sembra rispettare ciò che ha ratificato. Eppure perché la Convenzione sia un testo vivo, al quale ci si possa riferire per tutelare e al quale si possa far riferimento per sanzionare, l’unica strada che rimane è quella dell’informazione, della condivisione, dello studio dei contenuti della convenzione. Si possono estrarre alcune parole e dar loro un ruolo importante, un ruolo al di sopra dell’uomo stesso. Del resto è proprio alle parole, scritte nelle leggi, nelle costituzioni e nelle convenzioni, che l’uomo si è affidato lungo il corso della storia.


cura (art.2) gioco(art.21) educazione (art.28) pace(art.29)

Negli ultimi anni sono uscite alcune pubblicazioni che mettono direttamente nelle mani dei bambini la parola diritti e la rendono una parola accessibile, vasta e soprattutto radicata nella libertà e nel sogno. Il primo è edito da Fatatrac e al testo in poesia si affiancano schede che ripropongono il contenuto del libro.

Da poco è invece uscito un testo di Antonio Ferrara, scrittore incisivo soprattutto nell’età dell’adolescenza. Si intitola Diritto al cuore e racconta d’un bambino che vive, e così facendo si scontra con ciò che di buono la vita gli porta, a volte con fastidio, altre con tenerezza. C’è una forte polarità dentro il libro. Si avverte come per ogni bambino che sta diventando grande la sfida sia quella di crescere quando pare faticoso diventarne consapevoli e fermarsi un poco, quando invece tutto sembra correre veloce. E così emerge il fondamentale ruolo dell’adulto nel proteggere, vegliare, accompagnare.

diritto_cuore.pngUn’immagine da Diritto al cuore di Antonio Ferrara

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Il cammino dei diritti di Cairoli Janna, Rivola Andrea


Le storie sono sempre mediatori potenti, soprattutto perché se la scrittura è penetrante essa lascia affiorare aspetti della condizione umana che non incontreremmo in nessun altro modo, che non ci investirebbe in maniera così diretta e al contempo sicura, protetta, dal nostro io, dalla nostra cultura. I libri di cui abbiamo parlato sopra hanno questo grande dono: travalicano confini spesso scomodi, ma lo fanno lealmente, con un amore infinito per l’infanzia e per ciò che porta.Qualche tempo fa ho letto una frase di Lya Luft, una scrittrice e traduttrice brasiliana:

“L’infanzia è il suolo dove andremo a camminare per tutta la vita”.

Forse è per questo che ancora ha senso leggere la Convenzione dell’Infanzia e dell’adolescenza, spiegarla, portarla davanti ai bambini, perché segni la strada.

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Illustrazione di Sonia Maria Luce Possentini

 Benedetta Pisi

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