Allattare

Come si faceva una volta. Partiamo così:
Titolo: Allattare
Riassunto: fatti un regalo! Metticela tutta! Tu PUOI allattare!
Svolgimento….
Ho avuto tre figli e ce li ho ancora. Li guardo, li osservo…ognuno ha la sua storia.
Lucilla non è stata allattata al seno. Ci ho provato per tre settimane delle quali avrei un bruttissimo ricordo se…se non mi fossero servite per lavorare su di me (che fatica enorme!) e capire che –va bene i capezzoli piccoli, va bene la sua bocca incapace- qualche cosa non avevo preso in considerazione. Solo che erano cose molto importanti.
Adele è nata due anni dopo, dolcissima, piana e capace. Ma avevo paura. Qualcosa di quelle tre settimane rimaneva ancora ed è stata la paura che mi ha guidata. Avevo male, ho messo il paracapezzolo e poi son passati 6 mesi…nei quali di domande non me ne sono fatte più. La paura aveva ancora forti radici dentro di me- avevo paura di avere male, di non dormire, di sentire piangere, di non avere pazienza- eppure di fianco all’albero della paura cresceva forte la pianta del desiderio.
Il desiderio è l’avvertimento positivo di una mancanza. Non può nascere dalla paura, nemmeno dalla stanchezza. Nasce dall’amore che si è ricevuto. Tante persone che mi hanno visto tribolare, sbagliare, fare casini mi hanno voluto bene.
Nel 2019 è nato Emiliano. Al mare “lo contavo” uscire dall’acqua insieme agli altri bambini….ma ancora non c’era. Mi sono accorta di desiderare. Non solo un bambino. Avevo spazio dentro per darmi un’altra possibilità. Col desiderio è venuta la motivazione, la voglia di mettere davanti le cose importanti e dimenticare tutto il resto. Poi il parto, il contatto, la fatica, il male, il sostegno, la forza immensa che viene dall’attraversare i nostri limiti. E qualcosa ho capito.

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Illustrazione di Phoebe Wall

Ho capito che noi donne abbiamo bisogno di corpo: l’allattamento ce lo ridà tutto, nella sua forma più primitiva e feconda.
Ho capito che il femminile vive il tempo in un modo diverso rispetto al maschile: allattare ci dona questo tempo, un tempo che non si conta con l’orologio, ma con lo sguardo. Credo che potrà servire per vivere serenamente i nostri cambiamenti e quelli dei nostri figli.

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Scapigliata, Leonardo


Ho capito che la notte è profonda e non ne ho più paura. Ora a volte, vorrei che la notte non finisse mai.
A dicembre- quando è nato Emiliano- gli raccontavo cosa fanno i merli di notte. Allattare di notte è vivere nel momento in cui il tempo viene prodotto. E’ custodire il tempo, comprenderlo nelle viscere del bambino che ti respira contro la pancia.

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Gieres, Il giardino di notte

E’ anche comodo, pratico, utile, sano, certo che sì. Sono cose reali, ma non raccontano. Non dicono come vanno davvero le cose. Cioè che allattare è meraviglioso, difficile, a volte frustrante, faticoso eppure è l’inizio di una relazione, il suo primo e indelebile fondamento.

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Benedetta ed Emiliano, Cremona, gradino della cattedrale

Benedetta Pisi

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